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Æolia Blog

Le Notti delle Stelle Cadenti

Posted in: Aeolia News

San Lorenzo

La Notte delle Stelle Cadenti
dal 7 al 10 Agosto

Cena in Giardino
(solo) al Lume di Candela

Crostino di Ricotta, Basilico & Pomod’Oro
Spiedino di Scampi & Melone
Caprese in Shot

Grangocce su Crema di Peperone & Ricotta Secca
Cous Cous con Pomod’Oro, Basilico, Lime & Gamberi

Roastbeef di Angus Irlandese
con Asiago D’Allevo & Tartufo Nero dei Berici
Misticanza dell’Orto,
Mini Parmigiana & Tortino di Erbette

Tartelletta di Frolla
con Dadolata di Frutta e Coulis di Agrumi

I Venti di Vino dell’Æolia

Euro 28,00
Tutto Compreso (anche le stelle)

e ….. se piove, si Cenerà nella Sala dei Rami

2015

 

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Tonno di maiale

Posted in: CuocoGrafo, Diario Ma non Solo, L'Uovo alla 'Cuoc'

Fonte soloperpassione

Si prende un bel pezzo di maiale nella coscia, non magrissimo altrimenti diventa stopposo. L’ideale sarebbe la scamerita , ma bisogna aumentare la quantità di carne di un buon 50% e anche anche, perchè molto grassa (e il grasso si scioglie tutto) e alla fin fine la parte edibile si ridurrà in maniera sensibile.
Si mette a lessare in acqua salata normalmente come per un normale brodo, aggiungendo però del  vino bianco (su 3 litre, due di acqua e uno di vino) con tutti gli odori compresi timo salvia rosmarino e alloro (ricordatevi però  di togliere questi quattro ingredienti dopo un po’  altrimenti si rischia che  il brodo prenda un un po’ di sapore amarognolo) si fa sobbollire incoperchiato per 4 ore 4ore e mezza a fuoco bassissimo. Si vede quando è pronto perchè il grasso è quasi disfatto e la carne si sfalda come il tonno. A questo punto si fa raffreddare nel suo brodo, all’incirca ci vuole una nottata. Quando è freddo si prende, si scocciola, si prendono i filetti di magro si mettono in un contenitore a strati: carne, qualche cappero, qualche grano di pepe, aghi di rosmarino. Si regola di sale se serve e si rocopre con l’olio d’oliva, poi un’altro strato e via fino alla fine. Poi si copre il contenitore con la pellicola e si tiene al fresco in frigo.

Si può consumare alche dopo qualche ora, ma se si tiene in frigo per qualche giorno e poi si trasferisce in vasetti da conservazione…. il gusto ci guadagna e non di poco. A proposito dei vasetti, ricordatevi che l’olio deve coprire interamente la carne e il vasetto deve essere ben chiuso e con poca aria. Essendo un sott’olio non va bollito per la sterilizzazione, e di conseguenza non avrà vita lunghissima anche se tenuto in frigo . Consiglio di consumarlo nel giro di una settimana per essere sicuri.

 

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Tabella di cottura e tempi cottura a bassa temperatura

Posted in: CuocoGrafo, Diario Ma non Solo, L'Uovo alla 'Cuoc'

 

Tabella di cottura e tempi cottura a bassa temperatura
MANZO ROSOLATURA DURATA MEDIA DELLA T° DEL FORNO T° AL CUORE (SONDA)
COTTURA AL FORNO
COSTOLE  (1.2kg) 5  min 2½ ore 80°c 55°C (cotto)
FETTINE (800 g = 4 porz) 30 sec/porz 35 min 65°C
ENTRECÔTES (200 g) 1  min 40 min 80°C 55°C (cotto)
FILETTO (800 g) 4  min 1½ ora 80°C 55°C (cotto)
MEDAGLIONI (100 g) 1  min 35 min 75°C 55°C (cotto)
INVOLTINI(150g) 1  min 45 min 75°C 68°C
PAVES (200 g) 1½ min 45 min 80°C 55°C (cotto)
ARROSTO  (800 g) 4  min 2  ore 80°C 55°C (cotto)
ARROSTO (2 kg) 10 min 3  ore 80°C 55°C (cotto)
RUMSTECK (800 g) 4  min 2  ore 80°C 55°C (cotto)
STEAKS BISTECCA (200 g) 1  min 45 min 75°C 55°C (cotto)
Gradi di cottura del manzo 45°C= blu – Al sangue /50°C = Al sangue / 55°C = cotto
60°C o più =ben cotto)
VITELLO   ROSOLATURA DURATA MEDIA DELLA T° DEL FORNO T° AL CUORE (SONDA)    
      COTTURA AL FORNO    
CARRE (1.200kg) 5  min 2¾ ore 80°C 60°C
COTELETTE (200g) 1½ min 50 min 80°C 60°C
FETTINE (800g = 4 porz) 30 sec/porz 40 min 65°C
FILETTO  DI SPALLA (400g) 3 min 1½ ora 80°C 60°C
FILET MIGNON (800g) 4  min 1¾ ora 80°C 60°C
MEDAGLIONI (100g) 1  min 45 min 75°C 55°C
PICCOLE SCALOPPE 1  min 40 min 65°C
ARROSTO  (800g) 4  min 2  ore 80°C 60°C
ARROSTO  (collo – 3,5kg -) 10 min 4  ore 60°C 60°C
STEAKS (200g) 1  min 50 min 75°C 60°C
INVOLTINI (150g) 1  min 45 min 75°C 68°C
AGNELLO   ROSOLATURA DURATA MEDIA DELLA T° DEL FORNO T° AL CUORE (SONDA)    
      COTTURA AL FORNO    
CARRE (400g) 2½ min 1½ ora 80°C 55°C
COTELETTE (100g) 1  min 35 min 75°C 55°C
MINI-FILETTO (800g=) 30 sec/porz 35 min 65°C
FILETTO DI SELLA (200g) 1  min 45 min 75°C 55°C
COSCIOTTO C/OSSO (2 kg) 10 min 3½ ore 80°C 60°C
COSCIOTTO S/OSSO (1.3kg) 6  min 3h ore 80°C 60°C
BISTECCA DI COSCIA 200g) 1  min 55 min 75°C 60°C
MAIALE   ROSOLATURA DURATA MEDIA DELLA T° DEL FORNO T° AL CUORE (SONDA)    
      COTTURA AL FORNO    
CARRE (1.2kg) 5  min 3¼ ore 80°C 65°C
COTELETTE (200g) 1½ min 55 min 80°C 65°C
FILET MIGNON (400g) 3 min 1½ ore 80°C 65°C
MEDAGLIONI (80g) 1 min 50 min 75°C 65°C
ARROSTO (800g) 4 min 2½ ore 80°C 65°C
ANATRA   ROSOLATURA DURATA MEDIA DELLA T° DEL FORNO T° AL CUORE (SONDA)    
      COTTURA AL FORNO    
Petto (200g) 3  min 1 ora 80°C 65°C
TACCHINO   ROSOLATURA DURATA MEDIA DELLA T° DEL FORNO T° AL CUORE (SONDA)    
      COTTURA AL FORNO    
Petto (1.5kg) 6  min 2¾ ore 90°C 68°C
CONIGLIO   ROSOLATURA DURATA MEDIA DELLA T° DEL FORNO T° AL CUORE (SONDA)    
      COTTURA AL FORNO    
COSCIE (180g) 2½ min 1 ora 80°C 68°C
               
FILETTI DI PESCE   ROSOLATURA DURATA MEDIA DELLA T° DEL FORNO T° AL CUORE (SONDA)    
    Facoltativa COTTURA AL FORNO    
MUGGINE, MERLUZZO… (150g) 1  min 35 min 70°C 51°C/54°c
TROTE, OMBRINE… (150 g) 30 sec 25 min 65°C 51°C/54°C
SALMONE (150 g) 1  min 25/35 min 70°C 45°C : ROSA 54°C : COTTO
TONNO, SPADA… (150 g) 1  min 20/35 min 70°C 40°C : AL SANGUE 45°C :
ROSA 54°C : COTTO
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Le proposte di Luglio (alcune)

Posted in: Aeolia News, CuocoGrafo, Diario Ma non Solo

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Agnello alla Voghereseangus

Lombata di Angus al Basilicobaccala-mantecato

I tre Bacalà MAntecatibaccala-sp

Bacalà Sacro & Profanolevante

Insalata Libecciorissotto-fiori

Riso Carnaroili delle Abbadesse ai Fiori di Zucca & Verlatascortichino

Scortichino al Tartufo Nero dei Berici & Piave Vecchiotagliere-formagIl Tagliere di Formaggi

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I Nostri Tortellitortino mele

I tortini di Mele

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Costozza WIne Art e Onav Vicenza all’Æolia 4 Luglio 2015

Posted in: Aeolia News

Info su Itinerari del Gusto

 

Onav Vicenza guiderà tre degustazioni:

 

ore 19.15: “COLLI BERICI IN BIANCO”

– PROSECCO DOC – Azienda Agricola SCALCHI LUCA (Costozza)

– 6.zero.13 VENETO IGT MANZONI BIANCO 2014 – Cantina MATTIELLO (Costozza)

– EGO , GARGANEGO DOC COLLI BERICI 2014 – Azienda Agricola COSTALUNGA (Castegnero)

– GEMMA 2007 , GARGANEGA – Tenuta MARAVEJA (Brendola)

– VICENZA DOC SAUVIGNON 2014 – Azienda Agricola CA’ BASSO (Costozza)

 

ore 20.30: “TAI ROSSO, AUTOCTONO DI CASA”

– TAI ROSSO ROSE’ – Cantina PRETTO LIDIO (Barbarano Vicentino)

– TAI ROSSO 2014 – Azienda Viti-Vinicola MURARO SEVERINO (Costozza)

– TAI ROSSO 2014 – Azienda Agricola COLLE DI BUGANO (Longare)

– TAI ROSSO 2013 (Progetto) – Fattoria LE VEGRE (Arcugnano)

 

ore 21.30: “DA BORDEAUX AI COLLI BERICI”- FILOSOFIA DI UN TERRITORIO

– COLLI BERICI DOC CARMENERE 2013 – Cantina Mattiello (Costozza)

– COLLI BERICI DOC CABERNET FRANC 2013 – Azienda Agricola ARCUGNANO (Arcugnano)

– COLLI BERICI DOC CABERNET 2013 – Azienda Agricola COLLE DI BUGANO (Longare)

– VENETO IGT CABERNET SAUVIGNON – Azienda Agricola Costozza dei CONTI A.&G. DA SCHIO (Costozza)

– ROCCO ROSSO 2012 CABERNET-MERLOT VENDEMMIA TARDIVA – Tenuta MARAVEJA (Brendola)

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il Niño e il 2015 potrebbe diventare l’anno più caldo di sempre (ma non all’Æolia)

Posted in: Aeolia News, Diario Ma non Solo, Menù

Dopo 5 anni torna il Niño, e già i giornali e i siti web decretano il 2015 come l’anno più caldo di sempre ma….

da http://wikimapia.org/27298508/it/Villa-Aeolia

Nel 1592 Galileo Galilei incominciò a insegnare matematica all’università di Padova. Nell’estate del 1593 contrasse una cattiva forma di artrite a Costozza, in provincia di Vicenza, quando era ospite del conte Camillo Trento. L’illustre scienziato si era addormentato su un rosone dei “ventidotti” della famosa villa Aeolia di Costozza contraendone una trista malattia che lo accompagnò per tutta la vita.
Bisogna sapere che attorno a Costozza si trovano 6 ville costruite in varie epoche a partire dal 1550, ville che sfruttano tutte lo stesso sistema di raffreddamento. I locali interni degli edifici sono collegati a cavità e condotti sotterranei, naturali e in parte artificiali, chiamati covoli o grotte che forniscono d’estate l’aria fredda necessaria a climatizzare l’ambiente. Queste grotte si trovano nelle vicine colline e sono anche sfruttate per la coltivazione dei funghi. I ventidotti o canali di ventilazione collegano le grotte alle ville di Costozza. Sono lunghi fino a qualche centinaio di metri e vanno a sboccare nelle cantine. La temperatura dell’aria nei covoli si aggira intorno ai 11-12 gradi centigradi durante tutto l’anno. Dai ventidotti l’aria fresca penetra nei locali d’abitazione attraverso rosoni di marmo traforato, posti nei pavimenti. Attraverso queste condutture l’aria degli edifici si rinfresca di una decina di gradi (temperatura interna – per esempio – di circa 16 gradi in contrapposizione a una esterna superiore ai 30). Anche il Palladio nei suoi libri di architettura parla di questi ventidotti e li paragona, riprendendo un’immagine mitologica eolica, al “carcere dei venti”. Galileo, in parole povere, si era addormentato su un rosone di uno di questi ventidotti della villa Aeolia contraendone una fastidiosa forma di artrite, diventata inguaribile.

e ancora

da http://www.solarenergysunrise.com/2012/10/le-ville-di-costozza.html

 

ÆOLUS HIC CLAUSO VENTORUM CARCERE REGNAT ÆOLIA:
“Eolo (re del vento) è rinchiuso in questo carcere e vi regna”. Infatti, se si apre la porta principale della cantina, il vento si sprigiona…
A una decina di km a sud di Vicenza, in una calda giornata estiva, si può approfittare dell’occasione per visitare un paesino tutto ville antiche e giardini, Costozza, al riparo di una falesia dei monti Berici, piena di grotte: i covoli.
Il pranzo lo si potrà gustare in un bel ristorante, celebre per il suo sistema d’aria condizionata naturale, che condivide con le ville vicine. E’ la Taverna di Eolo, nei locali che facevano parte della residenza più importante di cui è rimasta una sala affrescata qualche secolo fa, quando già era in uso l’ingegnoso sistema, ancora attuale. Infatti, le cantine sotto il centro storico sono piene di cunicoli e piccole stanze che tutto l’anno mantengono la temperatura abituale sotto terra: in genere dai 10 ai 18 gradi centigradi, qui intorno ai 10.
D’estate basta aprire le porte e le prese d’aria dei covoli per avere un delizioso refrigerio a costo nullo per l’ambiente e per i proprietari.

 

Le sei ville costruite in varie epoche a partire dal 1500, sulle pendici dei monti Berici, sfruttano lo stesso sistema di raffreddamento degli antichi edifici iraniani, con condotti di ventilazione, collegati a cavità sotterranee, di cui abbiamo accennato in un post precedente.
I covoli sono in diretta comunicazione con l’esterno attraverso numerose aperture situate a quote diverse tra loro. Pertanto, soprattutto nei periodi in cui la temperatura dell’aria esterna è maggiore di quella dell’aria interna, si innesca un moto convettivo di circolazione dell’aria per cui quella calda, che entra nei covoli dall’apertura in alto, riesce definitivamente ad uscire raffrescata dalle aperture situate in una posizione più bassa, circolando naturalmente.

 

Con la finalità di sfruttare in modo appropriato tale fenomeno naturale di raffrescamento delle ville di Costozza, queste ultime sono state collegate direttamente alle parti inferiori dei covoli attraverso una serie di cunicoli sotterranei appositamente scavati, comunemente chiamati “ventidotti”, della lunghezza di qualche centinaio di metri. Questi ventidotti arrivano fino alle cantine delle ville e successivamente da queste l’aria fresca penetra nei locali che si trovano nella parte più alta dell’abitazione attraverso rosoni di pietra o di marmo traforato localizzati nei pavimenti dei locali del piano terra. Se il rosone resta chiuso, durante una giornata del mese di luglio in cui la temperatura esterna può arrivare fino a 29° C, la temperatura in una stanza del piano terra può essere compresa tra i 20,5° C ed i 21,5° C.
Al contrario con il rosone aperto la temperatura in un ambiente della villa si abbassa fino a raggiungere la temperatura di 16° C, quando esternamente si arriva normalmente a 33° C.
Le ville di Costozza erano così celebri che ne parlò anche il Palladio, nel primo dei suoi “Quattro libri dell’Architettura”.

 

Tra gli ospiti illustri che hanno soggiornato all’Æolia ricordiamo: Galileo Galileiastronomo, Andrea Palladio architetto, che nei suoi trattati parla appunto dell’ingegnoso sistema di condizionamento dell’aria, il Mantegna, pittore, e Orazio Marinali, scultore.
e
ancora

Il Rinascimento – Le ville di Costozza

Le ville di Costozza

Dal punto di vista dell’architettura climatica, sono molto interessanti le ville di Costozza, anch’esse in Veneto, dove veniva sfruttato il vento che passa per delle grotte allo scopo di rinfrescare gli ambienti in estate.

A Costozza, frazione del Comune di Longare (VI), nei colli Berici, sulla proprietà dei Trenti, una nobile famiglia di Vicenza, c’erano delle grotte e delle gallerie sotterranee, dette “covoli”, scavate in antichità per estrarne delle pietre. Nei covoli, che comunicano tramite varie aperture con l’esterno, la temperatura dell’aria rimane pressoché constante, intorno ai 10-12°C durante tutto l’anno (1). Quando i proprietari, nel Seicento, costruirono le loro ville su questo terreno, ebbero l’idea di sfruttare l’aria delle grotte per rinfrescarne gli ambienti interni. Collegando i sotterranei dei fabbricati con i cunicoli, i cosiddetti “ventidotti”, alle grotte e, all’interno delle ville, realizzarono un sistema di bocchette che consentivano la regolazione del flusso d’aria. Ancora oggi l’aria fresca penetra nei sotterranei, e, attraverso le bocchette, raggiunge i piani superiori.

 

Ville di Costozza – Planimetria generale

(Leggenda: 1 Villa Eolia, 2 Villa Trento, 3 Casa dei buoni fanciulli, 4 Villa da Schio, 5 Villa Cà Molina, 6 Villino Garzadori, 7 Ingresso al covolo dei venti,

A Covolo dei venti, B Grotta del Marinali, C Covoletti di villa Trento

 

Come si sa, nelle grotte, nei cunicoli e nei locali sotterranei, l’aria ha una temperatura quasi costante per tutto l’anno, pertanto, questi luoghi, in estate li percepiamo freschissimi. In antichità, molte grotte erano usate per tenere freschi viveri e acqua, e, in alcuni casi, anche per refrigerare  le case. Il problema che si poneva era: come convogliare l’aria fresca anche dentro la casa? Nelle ville di Costozza ci si è riusciti grazie ad alcune particolari circostanze.

 

 

Ville di Costozza – Sistema delle grotte

Il flusso d’aria nelle grotte è generato dalla differenza di temperatura e di pressione. Nei periodi in cui la temperatura dell’aria esterna è superiore a quella dell’aria interna, si sviluppa un flusso d’aria per cui, quella calda, che entra nei covoli dall’apertura  in alto, ne esce, raffreddata, dalle aperture più basse. Il movimento è quindi discendente in estate, ed è ascendente in inverno, quando la temperatura dell’aria esterna è minore di quella interna.

 

Ville di Costozza – Sistema delle grotte

 

Andrea Palladio, meravigliato da questo sistema, lo descrive nel primo dei suoi Quattro Libri dell’Architettura, quando parla dei camini, con le seguenti parole (2):

De’ camini usavano gli antichi di scaldare  le loro stanze in questo modo. Facevano in camini nel mezzo con colonne, o modiglioni, che toglievano suso gli architravi sopra i quali era la piramide del camino, d’onde usciva il fumo, come se ne vedeva uno a Baia appresso la piscina di Nerone; & uno non molto lontano da Civita Vecchia. E quando non vi volevano camini, facevano nella grossezza del muro alcune canne, o trombe, per le quali il calor del fuoco, ch’era sotto quelle stanze saliva & usciva per certi spiragli, o bocche, fatte nella sommità di quelle canne. Quasi nell’istesso modo i Trenti, gentiluomini vicentini, a Costozza, lor villa rinfrescano l’estate le stanze: perciocché  essendo nei monti di detta villa, alcune cave grandissime, che gli abitatori di quei luoghi chiamano covoli, & erano anticamente petraie, della quali credo intenda Vitruvio, quando nel secondo libro, ove tratta le pietre, dice, che nella Marca Trivigiana si cava una sorte di pietra, che si taglia con la sega, come il legno. Nelle quali nascono alcuni venti freschissimi, questi gentiluomini per certi volti sotterranei, ch’essi dimandano ventidotti; gli conducono alle loro case, e con canne simili alle sopraddette conducono poi quel vento fresco per tutte le stanze, otturandole e aprendole a lor piacere per pigliare più e manco fresco secondo le stagioni. E benché per questa grandissima comodità sia questo luogo meraviglioso; nondimeno molto più degno di essere goduto & visto lo rende il carcere de’ venti che è una stanza sotterra fatta dall’eccellentissimo signor Francesco Trento & da lui chiamata EOLIA: ove molti di detti ventidotti sboccano: nella quale per fare che sia ornata e bella e conforme al nome, egli ha sparagnato né a diligenza, né a spesa alcuna”.

per finire http://www.fotovoltaicosulweb.it/guida/un-impianto-di-condizionamento-ante-litteram-i-ventidotti-di-costozza.html

UN IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO ANTE LITTERAM. I VENTIDOTTI DI COSTOZZA

Antesignano degli impianti di ventilazione e condizionamento. I ventidotti cinquecenteschi di Costozza sfruttano l’aria fresca proveniente dalle grotte circostanti per rinfrescare le stanze delle ville nobiliari. Ecco come.

Autore

Dott.ssa Serena Casu

Nelle nostre case, così come negli edifici pubblici e privati, siamo ormai abituati a contrastare il caldo estivo con sistemi di aria condizionata più o meno sofisticati. I più attenti alle problematiche ambientali e alla salvaguardia delle risorse si affidano alle più complesse progettazioni bioclimatiche degli edifici. Nulla di tutto ciò era però conosciuto nel XVI secolo. Eppure risale a quest’epoca la realizzazione di un impianto per il raffrescamento dell’aria delle ville nobiliari di Costozza, frazione del comune di Longare (Vicenza), nella quale ancora oggi può essere ammirato questo antesignano dei moderni sistemi di condizionamento dell’aria.

Un ingegnoso sistema di ventilazione,
dal Cinquecento, è ancora in funzione:
attraverso canne sotterranee e silenti,
l’aria dei covoli soffia dai pavimenti.

Le auliche sale, in tutte le stagioni abitate:
d’estate con l’aria frizzante rinfrescate,
mentre temperate sono nel rigido inverno,
dove nell’abitare si respira un clima eterno
.[1]

Sono due strofe di una delle poesie scritte da Bruno Maistro, insegnante di Costozza, in una sua raccolta di versi dedicati alla storia della località vicentina. L’ingegnoso sistema di ventilazione che consentiva di mantenere un clima eternonelle sale interessate da questo impianto è composto dai cosiddetti ventidotti. Si tratta di una serie di cunicoli sotterranei che collegano le ville nobiliari alle grotte del circondario, attraverso i quali l’aria a temperatura costante proveniente dalle grotte viene convogliata per convenzione naturale alle sale dei palazzi nobiliari, consentendo dirinfrescare naturalmente le sale in estate, e di mitigarne le rigide temperature in inverno. L’aria proveniente dalle grotte, infatti, mantiene tutto l’anno una temperatura pressoché costante tra i 10 e i 12°.

Una delle griglie in pietra per la fuoriuscita dell'aria proveniente dai ventidotti

(Una delle griglie in pietra per la fuoriuscita dell’aria proveniente dai ventidotti. Fonte immagine)

Tra i principali artefici di questo affascinante impianto di condizionamento ante litteram c’è il conte Francesco Trento, discendente dell’importante famiglia Morlini stabilitasi da Trento a Costozza negli anni Venti del Quattrocento, il quale nella seconda metà del Cinquecento fa collegare le sale delle sue proprietà alle viscere dei monti vicini, realizzando questo imponente sistema di raffrescamento che avrebbe destato non poca meraviglia tra i suoi numerosi ospiti. Sembra, infatti, che il conte amasse circondarsi di scienziati e letterati, i quali trascorrevano lunghi soggiorni estivi ospiti delle sue dimore.

A lui si deve, tra l’altro, la costruzione di un edificio ancora esistente, Villa Eolia, attualmente un ristorante, all’interno della quale con molta probabilità si svolgevano le riunioni tra il conte e i suoi eruditi ospiti. La sala dove si riuniva quella che è stata definita l’Accademia Eolica, era rinfrescata dall’aria proveniente dal criptoportico sottostante, non a caso chiamato “Carcere dei Venti“, nel quale terminava il reticolo di ventidotti provenienti dalle vicine grotte. Dal criptoportico l’aria penetrava nella sala principale attraverso una griglia traforata in pietra.

Villa Eolia

(La cantina dell’attuale ristorante Villa Eolia. Si noti in alto la griglia per il passaggio dell’aria. Fonte Immagine)

La leggenda narra che tra gli ospiti dell’Accademia vi fosse anche Galileo Galilei, il quale si sarebbe ammalato di reumatismi proprio a Costozza, a causa dell’esposizione prolungata all’aria fredda proveniente dai ventidotti. Non vi sono notizie certe sulle cause della malattia dell’illustre scienziato, ma sappiamo che questo affascinante sistema di ventilazione non mancava di stupire chiunque visitasse questo edificio o le altre ville della zona collegate alle grotte. Basti pensare che dei ventidotti di Costozza ha parlato anche il Palladio, nel primo dei suoi Quattro libri dell’Architettura. Ecco cosa scriveva il celebre architetto nel 1570, al capitolo XXVII del primo dei suoi libri, a proposito di questo ingegnoso sistema di ventilazione:

Quasi nell’istesso modo i Trenti, Gentiluomini Vicentini, a Costoza lor Villa rinfrescano l’Estate le stanze: perciocché essendo nei monti di detta Villa, alcune cave grandissime, che gli abitatori di quei luoghi chiamano covali, ed erano anticamente Petraie, delle quali credo che intenda Vitruvio, quando nel secondo libro, ove tratta delle pietre, dice, che nella Marca Trivigiana si cava una sorte di pietra, che si taglia con la sega, come il legno, Nelle quali nascono alcuni venti freschissimi; questi Gentiluomini per certi volti sotterranei, ch’essi dimandano Ventidotti, gli conducono alle loro case e con canne simili alle sopradette conducono poi quel vento fresco per tutte le stanze, otturandole, ed aprendole a lor piacere per pigliare più e manco fresco, secondo le stagioni. E benché per questa grandissima comodità sia questo luogo maraviglioso; nondimeno molto più degno di esser goduto e visto lo rende il carcere de’ Venti, che è una stanza sotterra fatta dall’Eccellentissimo Signor Francesco Trento e da lui chiamata EOLIA: ove molti di detti Ventidotti sboccano: nella quale per fare che sia ornata e bella e conforme al nome egli non ha sparagnato né a diligenza, né a spesa alcuna.[2]

[1] Bruno Maistro, Custodia (Costozza), Longare, 2009. Le strofe sono tratte dalla poesia dedicata a Villa Trento-Carli
[2] Qui il capitolo completo

Per saperne di più si consiglia la lettura di:

-Alessandro Bevilacqua, Ricerche e notizie per una storia artistica di Costozza, Longare e Lumignano, in E.Reato (a cura di), Costozza. Territorio immagini e civiltà nella storia della Riviera Berica Superiore, Stocchiero Editrice, Vicenza, 1984, pp. 869-966
-Giuseppe Barbieri, Il vento e la legge. Francesco Trento e il circolo di Villa Eolia, in Studi Veneziani, VII, 1983, pp. 81-142
Guida di Longare, Costozza e Lumignano, 1997

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4 Luglio 2015 – Costozza Wine Art & Desinar per Costozza 2015 Settima Serata – La Settima Nota

Posted in: Aeolia News, Diario Ma non Solo, Foto & Photo, Menù, News

 

 

 

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Tutta Costozza in Festa

Anche quest’Anno seppur in veste diversa, ritorna “Desinar per Costozza’” In concomitanza con “Costozza Wine Art”, il Desinar si terrò all’interno del giardino del Ristorante Æolia, al lume di candela con l’intrattenimento delle band che suoneranno nella piazza antistante l’ingresso.
Il menù della serata prevede piatti della tradizione e delle eccellenze De.Co. Vicentine.
Come di consueto ogni ospite riceverà la bottiglia numerata con l’etichetta creata per l’occasione.
I posti disponibili sono limitati e si rende necessaria la prenotazione.
Sicuri di creare anche questa volta una serata magica che resterà impressa nei vostri ricordi, vi aspettiamo numerosi.

Luca & Sebastiano Chemello e tutto lo staff Æolia

In caso di maltempo l’evento si terrà all’interno del ristorante nella sala dei rami

Il menù della Serata

I tre mantecati
al Tartufo Nero dei Berici
ai Raperonzoli di Villaga
ai Piselli di Lumignano
con Schiacciata & Focaccia
§§§

Riso Carnaroli Stagionato delle Abbadesse al Papavero & Fave
Fagottini Prosciutto & Pere
§§§

Gli Arrosti Vicentini: La Quaglia Ripiena & Il Maiale
Le Verdure degli Orti
§§§

SiBeMolle Ghiacciato
§§§

Vini di Costozza
§§§

La Bottiglia di Vino con l’Etichetta
della serata da portare a casa

Euro 30.00

aeolia@aeolia.com 0444555036

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