pub-8090363895163991 acqua – Æolia

Tel +0039 0444 962395 o Prenota OnlinePRENOTA ORA

All posts tagged acqua

Cheesecake al cioccolato Bianco e Lamponi…. Idea per una Torta a San Valentino, ma anche per altre occasioni

Posted in: CuocoGrafo, Foto & Photo, L'Uovo alla 'Cuoc'

pre-baked-white-chocolate-raspberry-cheesecake white-chocolate-raspberry-cheesecake2 white-chocolate-raspberry-cheesecake3

Link alla ricetta originale

Cosa c’è di più sfizioso di un cheesecake? Un  cheescake al cioccolato bianco e lamponi!

white-chocolate-raspberry-heart-swirled-cheesecake-1

Resa: 8 porzioni

Ingredienti

  • 1 confezione di oreo
  • 250 g di burro
  • 1 confezione di cracker salati
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di amido di mais (maizena)
  • acqua fredda 1/3 di tazza
  • 1 1/2 tazze di lamponi freschi o surgelati
  • 250g formaggio spalmabile (inizia con la PH 😎 ), ammorbidito
  • 1/3 tazza di zucchero semolato
  • 1 uovo
  • 1 albume d’uovo
  • estratto di vaniglia 1 cucchiaino
  • 1 1/2 cucchiaino di succo di limone
  • 170 g  cioccolato bianco tritato o  di gocce di cioccolato bianco
  • 1/4 tazza di panna da montare

Indicazioni

  • Preparare la base con gli oreo e i crackers salati, frullati con lo zucchero di canna e il burro fuso. e far raffreddare in frigo.
  • Preriscaldate il forno a 180 gradi. In una piccola casseruola, sbatti insieme 1 cucchiaio di zucchero semolato e amido di mais e amalgamare bene. Mescolare in acqua fredda e aggiungere i lamponi. Cuocere a fuoco medio sbattere spesso, fino a quando miscela raggiunge il bollore. Lasciare la miscela a bollire delicatamente per circa 5 minuti mescolando continuamente e abbassando la temperatura , fino a quando la salsa è addensata. Togliere dal fuoco e per rimuovere i semi passare con un colino a maglia fine in una ciotola , mettere da parte.
  • In una ciotola, con un miscelatore elettrico, sbattere insieme il formaggio e lo zucchero per , circa 1 minuto. Aggiungere il rosso d’uovo e montare a neve il bianco. Aggiungere la vaniglia e succo di limone. Unire il tutto.
  • Sciogliere il cioccolato bianco con la panna a bagnomaria fino a fonderlo, o fondere in un microonde ciotola in intervalli di 30 secondi, mescolando dopo ogni intervallo. Aggiungete il composto di cioccolato fuso al composto di formaggio e amalgamare bene.
  •  Versare il composto di formaggio nella base raffreddata, distribuire in modo uniforme sul fondo e livellare.. Ora, riempire una siringa da cucina con la salsa di lamponi e cominciare a decorare come in foto. Poi con  uno stuzzicadenti o un coltello a punta tagliente e formare i cuori (non sollevare lo stuzzicadenti o il coltello   fino al completamento dell’ultimo cerchio).
  • Cuocere il cheesecake per 40 minuti, poi spegnere il  forno e lasciare riposare per altri 5 minuti. Togliere dal forno e lasciare raffreddare. Coprite con il coperchio e conservare in frigorifero per almeno 3 ore.
  • Servite e condividete il dolce… buon appetito
Read More

ricette-secondi-Tonno di maiale

Posted in: CuocoGrafo, Diario Ma non Solo, L'Uovo alla 'Cuoc'

Vai a Tutte le Ricette dell’Æolia

Fonte soloperpassione

Si prende un bel pezzo di maiale nella coscia, non magrissimo altrimenti diventa stopposo. L’ideale sarebbe la scamerita , ma bisogna aumentare la quantità di carne di un buon 50% e anche anche, perchè molto grassa (e il grasso si scioglie tutto) e alla fin fine la parte edibile si ridurrà in maniera sensibile.
Si mette a lessare in acqua salata normalmente come per un normale brodo, aggiungendo però del  vino bianco (su 3 litre, due di acqua e uno di vino) con tutti gli odori compresi timo salvia rosmarino e alloro (ricordatevi però  di togliere questi quattro ingredienti dopo un po’  altrimenti si rischia che  il brodo prenda un un po’ di sapore amarognolo) si fa sobbollire incoperchiato per 4 ore 4ore e mezza a fuoco bassissimo. Si vede quando è pronto perchè il grasso è quasi disfatto e la carne si sfalda come il tonno. A questo punto si fa raffreddare nel suo brodo, all’incirca ci vuole una nottata. Quando è freddo si prende, si scocciola, si prendono i filetti di magro si mettono in un contenitore a strati: carne, qualche cappero, qualche grano di pepe, aghi di rosmarino. Si regola di sale se serve e si rocopre con l’olio d’oliva, poi un’altro strato e via fino alla fine. Poi si copre il contenitore con la pellicola e si tiene al fresco in frigo.

Si può consumare alche dopo qualche ora, ma se si tiene in frigo per qualche giorno e poi si trasferisce in vasetti da conservazione…. il gusto ci guadagna e non di poco. A proposito dei vasetti, ricordatevi che l’olio deve coprire interamente la carne e il vasetto deve essere ben chiuso e con poca aria. Essendo un sott’olio non va bollito per la sterilizzazione, e di conseguenza non avrà vita lunghissima anche se tenuto in frigo . Consiglio di consumarlo nel giro di una settimana per essere sicuri.

 

Read More

il Niño e il 2015 potrebbe diventare l’anno più caldo di sempre (ma non all’Æolia)

Posted in: Aeolia News, Diario Ma non Solo, Menù

Dopo 5 anni torna il Niño, e già i giornali e i siti web decretano il 2015 come l’anno più caldo di sempre ma….

da http://wikimapia.org/27298508/it/Villa-Aeolia

Nel 1592 Galileo Galilei incominciò a insegnare matematica all’università di Padova. Nell’estate del 1593 contrasse una cattiva forma di artrite a Costozza, in provincia di Vicenza, quando era ospite del conte Camillo Trento. L’illustre scienziato si era addormentato su un rosone dei “ventidotti” della famosa villa Aeolia di Costozza contraendone una trista malattia che lo accompagnò per tutta la vita.
Bisogna sapere che attorno a Costozza si trovano 6 ville costruite in varie epoche a partire dal 1550, ville che sfruttano tutte lo stesso sistema di raffreddamento. I locali interni degli edifici sono collegati a cavità e condotti sotterranei, naturali e in parte artificiali, chiamati covoli o grotte che forniscono d’estate l’aria fredda necessaria a climatizzare l’ambiente. Queste grotte si trovano nelle vicine colline e sono anche sfruttate per la coltivazione dei funghi. I ventidotti o canali di ventilazione collegano le grotte alle ville di Costozza. Sono lunghi fino a qualche centinaio di metri e vanno a sboccare nelle cantine. La temperatura dell’aria nei covoli si aggira intorno ai 11-12 gradi centigradi durante tutto l’anno. Dai ventidotti l’aria fresca penetra nei locali d’abitazione attraverso rosoni di marmo traforato, posti nei pavimenti. Attraverso queste condutture l’aria degli edifici si rinfresca di una decina di gradi (temperatura interna – per esempio – di circa 16 gradi in contrapposizione a una esterna superiore ai 30). Anche il Palladio nei suoi libri di architettura parla di questi ventidotti e li paragona, riprendendo un’immagine mitologica eolica, al “carcere dei venti”. Galileo, in parole povere, si era addormentato su un rosone di uno di questi ventidotti della villa Aeolia contraendone una fastidiosa forma di artrite, diventata inguaribile.

e ancora

da http://www.solarenergysunrise.com/2012/10/le-ville-di-costozza.html

 

ÆOLUS HIC CLAUSO VENTORUM CARCERE REGNAT ÆOLIA:
“Eolo (re del vento) è rinchiuso in questo carcere e vi regna”. Infatti, se si apre la porta principale della cantina, il vento si sprigiona…
A una decina di km a sud di Vicenza, in una calda giornata estiva, si può approfittare dell’occasione per visitare un paesino tutto ville antiche e giardini, Costozza, al riparo di una falesia dei monti Berici, piena di grotte: i covoli.
Il pranzo lo si potrà gustare in un bel ristorante, celebre per il suo sistema d’aria condizionata naturale, che condivide con le ville vicine. E’ la Taverna di Eolo, nei locali che facevano parte della residenza più importante di cui è rimasta una sala affrescata qualche secolo fa, quando già era in uso l’ingegnoso sistema, ancora attuale. Infatti, le cantine sotto il centro storico sono piene di cunicoli e piccole stanze che tutto l’anno mantengono la temperatura abituale sotto terra: in genere dai 10 ai 18 gradi centigradi, qui intorno ai 10.
D’estate basta aprire le porte e le prese d’aria dei covoli per avere un delizioso refrigerio a costo nullo per l’ambiente e per i proprietari.

 

Le sei ville costruite in varie epoche a partire dal 1500, sulle pendici dei monti Berici, sfruttano lo stesso sistema di raffreddamento degli antichi edifici iraniani, con condotti di ventilazione, collegati a cavità sotterranee, di cui abbiamo accennato in un post precedente.
I covoli sono in diretta comunicazione con l’esterno attraverso numerose aperture situate a quote diverse tra loro. Pertanto, soprattutto nei periodi in cui la temperatura dell’aria esterna è maggiore di quella dell’aria interna, si innesca un moto convettivo di circolazione dell’aria per cui quella calda, che entra nei covoli dall’apertura in alto, riesce definitivamente ad uscire raffrescata dalle aperture situate in una posizione più bassa, circolando naturalmente.

 

Con la finalità di sfruttare in modo appropriato tale fenomeno naturale di raffrescamento delle ville di Costozza, queste ultime sono state collegate direttamente alle parti inferiori dei covoli attraverso una serie di cunicoli sotterranei appositamente scavati, comunemente chiamati “ventidotti”, della lunghezza di qualche centinaio di metri. Questi ventidotti arrivano fino alle cantine delle ville e successivamente da queste l’aria fresca penetra nei locali che si trovano nella parte più alta dell’abitazione attraverso rosoni di pietra o di marmo traforato localizzati nei pavimenti dei locali del piano terra. Se il rosone resta chiuso, durante una giornata del mese di luglio in cui la temperatura esterna può arrivare fino a 29° C, la temperatura in una stanza del piano terra può essere compresa tra i 20,5° C ed i 21,5° C.
Al contrario con il rosone aperto la temperatura in un ambiente della villa si abbassa fino a raggiungere la temperatura di 16° C, quando esternamente si arriva normalmente a 33° C.
Le ville di Costozza erano così celebri che ne parlò anche il Palladio, nel primo dei suoi “Quattro libri dell’Architettura”.

 

Tra gli ospiti illustri che hanno soggiornato all’Æolia ricordiamo: Galileo Galileiastronomo, Andrea Palladio architetto, che nei suoi trattati parla appunto dell’ingegnoso sistema di condizionamento dell’aria, il Mantegna, pittore, e Orazio Marinali, scultore.
e
ancora

Il Rinascimento – Le ville di Costozza

Le ville di Costozza

Dal punto di vista dell’architettura climatica, sono molto interessanti le ville di Costozza, anch’esse in Veneto, dove veniva sfruttato il vento che passa per delle grotte allo scopo di rinfrescare gli ambienti in estate.

A Costozza, frazione del Comune di Longare (VI), nei colli Berici, sulla proprietà dei Trenti, una nobile famiglia di Vicenza, c’erano delle grotte e delle gallerie sotterranee, dette “covoli”, scavate in antichità per estrarne delle pietre. Nei covoli, che comunicano tramite varie aperture con l’esterno, la temperatura dell’aria rimane pressoché constante, intorno ai 10-12°C durante tutto l’anno (1). Quando i proprietari, nel Seicento, costruirono le loro ville su questo terreno, ebbero l’idea di sfruttare l’aria delle grotte per rinfrescarne gli ambienti interni. Collegando i sotterranei dei fabbricati con i cunicoli, i cosiddetti “ventidotti”, alle grotte e, all’interno delle ville, realizzarono un sistema di bocchette che consentivano la regolazione del flusso d’aria. Ancora oggi l’aria fresca penetra nei sotterranei, e, attraverso le bocchette, raggiunge i piani superiori.

 

Ville di Costozza – Planimetria generale

(Leggenda: 1 Villa Eolia, 2 Villa Trento, 3 Casa dei buoni fanciulli, 4 Villa da Schio, 5 Villa Cà Molina, 6 Villino Garzadori, 7 Ingresso al covolo dei venti,

A Covolo dei venti, B Grotta del Marinali, C Covoletti di villa Trento

 

Come si sa, nelle grotte, nei cunicoli e nei locali sotterranei, l’aria ha una temperatura quasi costante per tutto l’anno, pertanto, questi luoghi, in estate li percepiamo freschissimi. In antichità, molte grotte erano usate per tenere freschi viveri e acqua, e, in alcuni casi, anche per refrigerare  le case. Il problema che si poneva era: come convogliare l’aria fresca anche dentro la casa? Nelle ville di Costozza ci si è riusciti grazie ad alcune particolari circostanze.

 

 

Ville di Costozza – Sistema delle grotte

Il flusso d’aria nelle grotte è generato dalla differenza di temperatura e di pressione. Nei periodi in cui la temperatura dell’aria esterna è superiore a quella dell’aria interna, si sviluppa un flusso d’aria per cui, quella calda, che entra nei covoli dall’apertura  in alto, ne esce, raffreddata, dalle aperture più basse. Il movimento è quindi discendente in estate, ed è ascendente in inverno, quando la temperatura dell’aria esterna è minore di quella interna.

 

Ville di Costozza – Sistema delle grotte

 

Andrea Palladio, meravigliato da questo sistema, lo descrive nel primo dei suoi Quattro Libri dell’Architettura, quando parla dei camini, con le seguenti parole (2):

De’ camini usavano gli antichi di scaldare  le loro stanze in questo modo. Facevano in camini nel mezzo con colonne, o modiglioni, che toglievano suso gli architravi sopra i quali era la piramide del camino, d’onde usciva il fumo, come se ne vedeva uno a Baia appresso la piscina di Nerone; & uno non molto lontano da Civita Vecchia. E quando non vi volevano camini, facevano nella grossezza del muro alcune canne, o trombe, per le quali il calor del fuoco, ch’era sotto quelle stanze saliva & usciva per certi spiragli, o bocche, fatte nella sommità di quelle canne. Quasi nell’istesso modo i Trenti, gentiluomini vicentini, a Costozza, lor villa rinfrescano l’estate le stanze: perciocché  essendo nei monti di detta villa, alcune cave grandissime, che gli abitatori di quei luoghi chiamano covoli, & erano anticamente petraie, della quali credo intenda Vitruvio, quando nel secondo libro, ove tratta le pietre, dice, che nella Marca Trivigiana si cava una sorte di pietra, che si taglia con la sega, come il legno. Nelle quali nascono alcuni venti freschissimi, questi gentiluomini per certi volti sotterranei, ch’essi dimandano ventidotti; gli conducono alle loro case, e con canne simili alle sopraddette conducono poi quel vento fresco per tutte le stanze, otturandole e aprendole a lor piacere per pigliare più e manco fresco secondo le stagioni. E benché per questa grandissima comodità sia questo luogo meraviglioso; nondimeno molto più degno di essere goduto & visto lo rende il carcere de’ venti che è una stanza sotterra fatta dall’eccellentissimo signor Francesco Trento & da lui chiamata EOLIA: ove molti di detti ventidotti sboccano: nella quale per fare che sia ornata e bella e conforme al nome, egli ha sparagnato né a diligenza, né a spesa alcuna”.

per finire http://www.fotovoltaicosulweb.it/guida/un-impianto-di-condizionamento-ante-litteram-i-ventidotti-di-costozza.html

UN IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO ANTE LITTERAM. I VENTIDOTTI DI COSTOZZA

Antesignano degli impianti di ventilazione e condizionamento. I ventidotti cinquecenteschi di Costozza sfruttano l’aria fresca proveniente dalle grotte circostanti per rinfrescare le stanze delle ville nobiliari. Ecco come.

Autore

Dott.ssa Serena Casu

Nelle nostre case, così come negli edifici pubblici e privati, siamo ormai abituati a contrastare il caldo estivo con sistemi di aria condizionata più o meno sofisticati. I più attenti alle problematiche ambientali e alla salvaguardia delle risorse si affidano alle più complesse progettazioni bioclimatiche degli edifici. Nulla di tutto ciò era però conosciuto nel XVI secolo. Eppure risale a quest’epoca la realizzazione di un impianto per il raffrescamento dell’aria delle ville nobiliari di Costozza, frazione del comune di Longare (Vicenza), nella quale ancora oggi può essere ammirato questo antesignano dei moderni sistemi di condizionamento dell’aria.

Un ingegnoso sistema di ventilazione,
dal Cinquecento, è ancora in funzione:
attraverso canne sotterranee e silenti,
l’aria dei covoli soffia dai pavimenti.

Le auliche sale, in tutte le stagioni abitate:
d’estate con l’aria frizzante rinfrescate,
mentre temperate sono nel rigido inverno,
dove nell’abitare si respira un clima eterno
.[1]

Sono due strofe di una delle poesie scritte da Bruno Maistro, insegnante di Costozza, in una sua raccolta di versi dedicati alla storia della località vicentina. L’ingegnoso sistema di ventilazione che consentiva di mantenere un clima eternonelle sale interessate da questo impianto è composto dai cosiddetti ventidotti. Si tratta di una serie di cunicoli sotterranei che collegano le ville nobiliari alle grotte del circondario, attraverso i quali l’aria a temperatura costante proveniente dalle grotte viene convogliata per convenzione naturale alle sale dei palazzi nobiliari, consentendo dirinfrescare naturalmente le sale in estate, e di mitigarne le rigide temperature in inverno. L’aria proveniente dalle grotte, infatti, mantiene tutto l’anno una temperatura pressoché costante tra i 10 e i 12°.

Una delle griglie in pietra per la fuoriuscita dell'aria proveniente dai ventidotti

(Una delle griglie in pietra per la fuoriuscita dell’aria proveniente dai ventidotti. Fonte immagine)

Tra i principali artefici di questo affascinante impianto di condizionamento ante litteram c’è il conte Francesco Trento, discendente dell’importante famiglia Morlini stabilitasi da Trento a Costozza negli anni Venti del Quattrocento, il quale nella seconda metà del Cinquecento fa collegare le sale delle sue proprietà alle viscere dei monti vicini, realizzando questo imponente sistema di raffrescamento che avrebbe destato non poca meraviglia tra i suoi numerosi ospiti. Sembra, infatti, che il conte amasse circondarsi di scienziati e letterati, i quali trascorrevano lunghi soggiorni estivi ospiti delle sue dimore.

A lui si deve, tra l’altro, la costruzione di un edificio ancora esistente, Villa Eolia, attualmente un ristorante, all’interno della quale con molta probabilità si svolgevano le riunioni tra il conte e i suoi eruditi ospiti. La sala dove si riuniva quella che è stata definita l’Accademia Eolica, era rinfrescata dall’aria proveniente dal criptoportico sottostante, non a caso chiamato “Carcere dei Venti“, nel quale terminava il reticolo di ventidotti provenienti dalle vicine grotte. Dal criptoportico l’aria penetrava nella sala principale attraverso una griglia traforata in pietra.

Villa Eolia

(La cantina dell’attuale ristorante Villa Eolia. Si noti in alto la griglia per il passaggio dell’aria. Fonte Immagine)

La leggenda narra che tra gli ospiti dell’Accademia vi fosse anche Galileo Galilei, il quale si sarebbe ammalato di reumatismi proprio a Costozza, a causa dell’esposizione prolungata all’aria fredda proveniente dai ventidotti. Non vi sono notizie certe sulle cause della malattia dell’illustre scienziato, ma sappiamo che questo affascinante sistema di ventilazione non mancava di stupire chiunque visitasse questo edificio o le altre ville della zona collegate alle grotte. Basti pensare che dei ventidotti di Costozza ha parlato anche il Palladio, nel primo dei suoi Quattro libri dell’Architettura. Ecco cosa scriveva il celebre architetto nel 1570, al capitolo XXVII del primo dei suoi libri, a proposito di questo ingegnoso sistema di ventilazione:

Quasi nell’istesso modo i Trenti, Gentiluomini Vicentini, a Costoza lor Villa rinfrescano l’Estate le stanze: perciocché essendo nei monti di detta Villa, alcune cave grandissime, che gli abitatori di quei luoghi chiamano covali, ed erano anticamente Petraie, delle quali credo che intenda Vitruvio, quando nel secondo libro, ove tratta delle pietre, dice, che nella Marca Trivigiana si cava una sorte di pietra, che si taglia con la sega, come il legno, Nelle quali nascono alcuni venti freschissimi; questi Gentiluomini per certi volti sotterranei, ch’essi dimandano Ventidotti, gli conducono alle loro case e con canne simili alle sopradette conducono poi quel vento fresco per tutte le stanze, otturandole, ed aprendole a lor piacere per pigliare più e manco fresco, secondo le stagioni. E benché per questa grandissima comodità sia questo luogo maraviglioso; nondimeno molto più degno di esser goduto e visto lo rende il carcere de’ Venti, che è una stanza sotterra fatta dall’Eccellentissimo Signor Francesco Trento e da lui chiamata EOLIA: ove molti di detti Ventidotti sboccano: nella quale per fare che sia ornata e bella e conforme al nome egli non ha sparagnato né a diligenza, né a spesa alcuna.[2]

[1] Bruno Maistro, Custodia (Costozza), Longare, 2009. Le strofe sono tratte dalla poesia dedicata a Villa Trento-Carli
[2] Qui il capitolo completo

Per saperne di più si consiglia la lettura di:

-Alessandro Bevilacqua, Ricerche e notizie per una storia artistica di Costozza, Longare e Lumignano, in E.Reato (a cura di), Costozza. Territorio immagini e civiltà nella storia della Riviera Berica Superiore, Stocchiero Editrice, Vicenza, 1984, pp. 869-966
-Giuseppe Barbieri, Il vento e la legge. Francesco Trento e il circolo di Villa Eolia, in Studi Veneziani, VII, 1983, pp. 81-142
Guida di Longare, Costozza e Lumignano, 1997

Read More

ricette-antipasti-Poenta e Scopeton (Polenta e Aringa)

Posted in: Diario Ma non Solo, L'Uovo alla 'Cuoc', News
ricette-antipasti-Poenta e Scopeton (Polenta e Aringa)

Vai a Tutte le Ricette dell’Æolia

In menù come tradizione a Gennaio abbiamo ‘poenta e scopeton’ quest’anno anche con un po di ‘renga’, e interessante notare che malgrado tutti o quasi i veneti lo conoscono , ma non sanno cosa sia. ogni uno dice la sua, origini, storia e preparazione.

Quindi oggi mi sono messo un po’ alla ricerca e ho trovato un articolo interessante su Vicenza News questa notizia

Certe cose le sapevo, ma altre mi erano totalmente sconosciute, un plauso ai ricercatori e buon scopeton a tutti!

(notizie tratte da un libretto della pro loco di S. Vito di Leguzzano)

EI sardeon o scopeton (Sardina pilchardus) deve ai Veneti l’onore di possedere un nome proprio. In italiano tale nome non ce l’ha, a meno che non lo si voglia chiamare sardina del Nord Atlantico.

Nella cucina povera dei Veneti di terraferma, assieme a renga (Aringa Clupea harengus) e bacalà(stoccafisso Gadus morrhua) costituiva il cibo che accompagnava frequentemente la polenta sia “calda” che “brustolà”.

Nel Vicentino, scopeton e renga sono spesso stati oggetto di grande confusione, spesso sono stati scambiati l’uno per l’altra, grazie anche al trattamento di salatura ed affumicatura che li rende alquanto simili.
È comune credenza addirittura che l’uno sia il maschio dell’ altra.

Citiamo in proposito una nota rilevata a pag. 317 del libro del prof. Terenzio Sartore di Marano Vicentino “Civiltà rurale di una valle veneta la Val Leogra : – la differenza fra renga e scopeton non è mai stata conosciuta nella nostra terra, ne l’abbiamo trovata precisata in alcun vocabolario dialettale o in altra opera di carattere locale. Lo scopeton è stato ed è creduto comunemente il maschio della renga, nonostante sia ben più piccolo. Apparirà strano a molti sapere, come è apparso inaspettato per noi trovare, dopo laboriose indagini, che gli scopetoni sono le comuni sardelle atlantiche, scelte tra le più grosse, salate e conservate come le aringhe e che sono in genere importate con il nome di English pilchard, dai Paesi che si affacciano sul Mare del Nord. Le renghe, da parte loro, si distinguono in renghe da late (le più tenere) e renghe da uvi (quelle con le uova).”

Anche se per ragioni di approvvigionamento (e per difficoltà di distinguerne il sapore) spesso si spacciano le renghe, opportunamente ripulite delle uova, per scopettoni: lo scambio non è ammissibile.

Con il nome salacca o saracca, infine, si definivano i pesci della famiglia dei Clupeidi, a cui appartiene la renga, famiglia di pesci di scarso pregio e, per lo più, conservati sotto sale ed affumicati.

Renga e scopeton, non essendo pesci che si conservano a lungo, fin dal XII° secolo vengono essiccati con sale ed affumicati, dopo essere stati sventrati e, talvolta, decapitati. Ci sono anche altri metodi di conservazione più recenti, compresa la surgelazione, ma noi ci occuperemo di quelli affumicati, così ricchi di sapore e di storia della nostra gente.

Il Paese di maggior produzione è, come per il bacalà, la Norvegia, dalla quale si riforniscono i maggiori Grossisti e Distributori italiani.

Polenta e Sardeon

Quante volte abbiamo sentito raccontare dai nostri vecchi … “ai me tempi… quatro fete de polenta brustolà e un sardeon pica via in meso o sora la tola… ma solo pociare! Parchè, finìa la polenta, la mama fasea sparire el sardeon che, co’ na scaldadina e do giosse de oio, el giovava ancora. E vanti cussì più che se podèa…

La ricetta antica è quanto di più francescano si possa immaginare e mette in chiara evidenza l’estrema semplicità dell’ambiente in cui veniva usualmente preparata.

El sardeon va ripulito delle pinne e delle squame il più possibile e posto sulla griglia, a brace non troppo forte. Dopo la cottura, va sventrato e liberato della lisca, diviso in filetti, messo in un piatto fondo o in una casseruola (e, secondo alcuni, cosparso di prezzemolo tritato). Quindi va condito con olio d’oliva abbondante e lasciato per qualche ora (anche per qualche giorno) a riposare, per ammorbidirsi ed insaporire l’olio. Sarà infine servito con polenta brustolà (per consentire di “pociare”).

Nelle moderne ricette ci si sbizzarrisce con non poche “variazioni sul tema”. Per ammorbidire il pesce secco e per alleggerirne la salatura, prima di passarlo sulla griglia, c’è chi lo mette a bagno in acqua fredda, chi lo immerge per 5-7 minuti in acqua bollente e chi addirittura lo lascia immerso nel latte per un’intera notte. E’ certo però che un tempo, data la penuria del sale da cucina, i nostri vecchi si guardavano bene dall’alleggerirne la salatura con bagni d’acqua!

Ricetta: Polenta e scopeton

Ingredienti: dose per 4 persone, 2 aringhe salate o affumicate Olio d’oliva, Polenta.

Si tratta di uno dei piatti più amati dai vicentini, soprattutto da quelli che hanno sofferto la triste esperienza della guerra. Davanti ai loro occhi rimane sempre la renga appesa alla trave del soffitto, una specie di miraggio inaccessibile. Una volta tolta la renga dalla trave era festa grande in famiglia e ci si riuniva tutti attorno al tavolo con le fette di polenta calda in mano pronti per l’assalto contemporaneo al piccolo e sempre poco pesce che sarebbe arrivato dal focolare con il suo abbondante pocio. Ora i tempi sono cambiato, ma vi è più di un vicentino che di tanto in tanto ama rivivere quell’assalto alla renga armato di polenta. Si tratta quindi di un piatto che, anche se caduto in disuso, è sempre piacevole e stimolante nella sua semplicità.

Squamate le aringhe con un coltellino affìlato, mondatele, lavatele e ungetele di olio usando una penna di gallina, quindi fatele cuocere sulla griglia (gradela) posta sulla brace di legna, ungendole sovente con dell’altro olio. Una volta pronte diliscatele, apritele a metà ed irroratele con abbondante olio, lasciandole riposare per un paio d’ore. Servitele poi con polenta calda. Oltre all’olio alcuni usano cospargere el scopeton con della cipolla fresca tagliata a fettine finissime. Altri cuociono le renghe, una volta unte d’olio e avvolte in robusta carta oleata, mettendole sotto la cenere calda del camino. Un ultimo sistema è quello di far bollire la renga per 5 minuti, prima di pennellarla di olio e cuocerla sulla griglia. Il pregio di questo pesce aumenta comunque dopo una prolungata permanenza nell’olio che si impregna del suo sapore e che forma il famoso pocio di cui va matta la polenta.

Read More

Giovedì 18 Aprile – Cuocinando -Basic CooKing 2013 Lezione 3

Posted in: Aeolia News, CuocoGrafo, Diario Ma non Solo, L'Uovo alla 'Cuoc', Menù

Italian Version – English Version

 

Strudel Salato ai Funghi & Asiago

Pasta Sfoglia
Funghi di Bosco
Asiago d’Allevo DOC
1 uovo
Pan Grattato
Formaggio Grana Padano

Sale
Olio

Cuocere i funghi farli raffreddare, quindi unirli al’Asiago d’Allevo e il pan grattato in un unico impasto.
Stendere la pasta sfoglia, e farcire con l’impasto precedentemente preparato.
Avvolgere il tutto. Pennellare con rosso d’uovo e cospargere con il formaggio grattugiato. Cuocere in forno a 220° per 25 minuti. Fino a doratura.
Guarnire con foglie di radicchio e servire ben caldo.

PS lo strudel salato può essere preparato anche con verdure.

Costolette di Agnello con Coste

Costolette di Agnello
Coste
Pancetta affumicata
Aglio
Cipolla
Farina di Mais (Polenta)
Olio, Sale, Pepe
Erbette

Agnello:
Tagliare le costolette di agnello, e passarle nella farina di mais. Cuocerle in padella con olio d’oliva, regolare di sale e pepe e servire ben calde con le coste.

Coste
Cuocere la coste in acqua bollente e salata, scolare al dente e fra raffreddare. Regolare di sale pepe e erbette avvolgerle con la pancetta affumicata e far gratinare bene in forno
Servire ben caldi

Crema Catalana

Uova 6
Zucchero 315 g.
Latte 1 litro
Maizena (amido di mais) 35 g.
Bucce di 2 Arance
2 Stecche di Cannella
Zucchero di Canna q.b.

Unire la cannella e le bucce d’arancia al latte. Portare a bollire (5 min in microonde)
A parte separare i rossi d’uovo. E unirli al composto di zucchero e maizena.
Mescolare assieme al latte bollente e portare a 98 gradi. (3*5 min in microonde) avendo l’accortezza di mescolare il composto. Alla fine, togliere la cannella e disporre sulle ciotole apposite e far raffreddare.
Al momento di servire cospargere di zucchero di canna e caramellare con il bruciatore. Servire Subito.

Read More

Aeolia News 120 Aprile 2013

Posted in: Aeolia News

Aeolia News 120 Aprile 2013

Aeolia News 2010-03

click me / cliccami

Æolia News

anno VII numero 120

Aprile 2013

Ristorante
Æolia

Piazza Da Schio 1

Costozza di Longare Vicenza

0444555036

Chiuso il Martedì

 

  • Questa mailinglist viene spedita a 16802
    Æolia lovers

Questi i link per leggere direttamente dal
web o se avete problemi di visualizzazione

 

e il sito dell’Æolia, superato il quarto di milione di Visite! (in questo momentocounter)

La guida MICHELIN Italia 2013 I BIB Gourmand del Veneto – Æolia. confermata anche quest’anno…..

Per i Pigri di Google

Cerimonie

Clicca qui sopra o Inquadra con lo Smartphone e il QRCode Scanner

Cerimonie

Æventi della Settimana

De.Co.

 

La storia dell ÆoliaGli Æventi 2013

——-

I
Piatti di questo mese

Puntuali come sempre ecco i piatti che DOVETE venire a provare

che non abbiamo mai fatto,se non li provate questo mese chissà se ne ripresenterà
l’occasione per riproporli

diventa sempre più difficile trovare non il piatto nuovo, ma quale togliere!

Noi cerchiamo come sempre di accontentarVi tutti!

Misticanza di Primavera con Germogli al Balsamico, Lardone & Frutti Rossi

Le Nostre Tigelle Tostate con Lardo Stagionato & Patè di Olive Nere

Insalata di Buccine agli Agrumi

Sopressa al Torcolato con Tortini di Tarassaco & Polenta di Marano

Pane al Rosmarino con Crema di Zucchine & Porcal’Oca

Torta agli Asparagi & Polpa di Granchio

Lasagne alla Crema Funghi & Pioppini di Costozza

Strigoloni alla Carbonara

Spaghetti alla Bottarga su Specchio di Asparagi Verdi

Gnocchi di Patata & Radicchio di Asigliano con Fonduta allo Stravecchio di Altissimo

Sfogliata di Cavallo & Radicchio di Asigliano

Crema di Patate, Porri & Sedano con Gamberi Rossi del Mediterraneo

Tartare di Black Angus (Nebraska) allo Zafferano & Asparagi Verdi

Lombata di Angus (Irlanda) alle Erbe con Patate & Zucchine

Filetto di Canguro (Australia) agli Agrumi & Cannella con Coste in Tegame

Fonduta di Asiago d’Allevo & Tartufo Nero con Le Nostre Brioche

La Coda alla Vaccinara Disossata, in Scrigno di Pane al Vapore

Tenerone di Bianco di Pollo ai Broccoli

Trota al Cartoccio con Patate & Topinambur

Erano mesi che non proponevamo così tanti piatti nuovi…. c’è sempre aria di novità all’Æolia

 

Togliti La
Voglia, Vieni all’Æolia

E ancora La Cucina dell’Æolia a Casa

Tutti i Nostri Piatti Ora Anche Da Portare a Casa sempre con nuove
proposte

con la nostra tradizionale cucina leggera e attuale per ogni vostra esigenza

E per chi proprio non riesce a fare a meno di noi…..

l’Æolia a Casa Tua!

da 4 a 680, pensiamo noi a tutto, e se non hai lo spazio, Ebbene si! pensiamo NOI anche a quello!

———

Numero 120

———

Non se ci avete mai pensato, ma la Luna riesce a muovere i mari e crea le maree, il sole muove maree di persone, bastano poche ore di sole, che tutti sentiamo la voglia di muoverci e di assaporare l’aria frizzante della primavera, voglia di uscire, di dire basta a tutte quelle notizie negative che continuamente i media ci bombardano, di uscire con gli amici per una scampagnata, un pranzo , una cena, una gita a piedi o in bicicletta, assaporare a pieni polmoni il vento. A me il sole fa questo effetto, e a guardarmi in giro vedo che il mio pensiero è condiviso da molti, che malgrado il momento ‘difficile’ riusciamo ancora a sorridere e a guardare avanti, giorni fa ho letto questo:

Uno psicologo stava spiegando come gestire meglio lo stress. Quando sollevò un bicchiere d’acqua, tutto il pubblico immaginò che avrebbe posto la solita domanda: “Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?”

Quello che invece domandò fu: “Quanto credete che pesi questo bicchiere d’acqua?”

Le risposte variarono da 250 a 400 grammi.

“Il peso assoluto non conta, – replicò lo psicologo – dipende dal tempo per cui lo reggo. Se lo sollevo per un minuto, non è un problema. Se lo sostengo per un’ora, il braccio mi farà male. Se lo sollevo per tutto il giorno, il mio braccio sarà intorpidito e paralizzato. In ogni caso il peso del bicchiere non cambia, ma più a lungo lo sostengo, più pesante diventa.” E continuò: “Gli stress e le preoccupazioni della vita sono come quel bicchiere d’acqua. Se ci pensate per un momento, non accade nulla. Pensateci un po’ più a lungo e incominciano a far male. E se ci pensate per tutto il giorno, vi sentirete paralizzati e incapaci di far qualunque cosa.” 

E’ importante ricordarsi di lasciare andare i nostri stress. Alla sera, il più presto possibile, posiamo i nostri fardelli. Non portiamoceli addosso per tutta la sera e tutta la notte. Ricordiamoci di posare il bicchiere d’acqua!

Bene Ora sono quasi le 3 del mattino, preparo la borsa fotografica, e vado a letto, domani (dopo) Io domani (dopo sarò al Vinitaly a  offrire 80 chili di gargati col consiero e pisacan….allo stand Veneto di Pastatrend!

Passate e ditemi che ci avete letto….. doppia porzione di Gargati!

Vi aspettiamo alla Cena di Gala a Longare il 29 Aprile e a metà maggio La Cena Slow Food, la Cena In Basilica il 19 maggio e Desinar Per Costozza il 5 Giugno… quindi Stay Tuned & Save the Date

………

Il matrimonio a 360 Gradi oppure Matrimonio per pochi intimi ?

 

 

PS Scommetto che non sapete la portata settimale di Æolia su FACEBOOK

 

Con le gambe sotto la tavola, si fanno i migliori affari, si chiacchera con i parenti , si ascoltano le confessioni degli amici, si scherza e spettegola con i colleghi, ma soprattutto si conquista la persona amata….

non c’è momento migliore del tempo passato a tavola per tutte queste cose.

Noi Vi aspettiamo per dimostrarvelo.

Noi con il 2013 siamo arrivati dopo 3 generazioni 49 anni di attività, ancora uno e arriveremo al giubileo!

alla prossima

Grazie per quello che ci date la possibilità di proporVi ogni mese

Luca

click to mail me!
(Click to M@il or Contact me!)

  • Consiglio come sempre Æoogle su Æolia Search
    Page
    per la ricerca online sull’Æolia
  •  

Se avete perso qualche news …..Æolia
News

Finito di scrivere Martedì, 9 Aprile, 2013 3:55 Buonanotte!

Nota di riservatezza:
Siamo
coscienti che e-mail indesiderate sono oggetto di disturbo, quindi La preghiamo
di accettare le nostre più sincere scuse se questa mail non è di Suo interesse.
La presente è inviata in copia nascosta e, a norma della Legge 675/96, perché
Lei è iscritto ad uno dei nostri siti oppure abbiamo reperito la Sua e-mail
navigando in rete, o da e-mail che l’hanno resa pubblica, o da e-mail ricevute
.
A partire dal 1 Marzo 2006 le E-mail informative e Newsletter possono
essere inviate solo con il consenso del destinatario. La Sua E-mail si trova
nella banca dati dell’Æolia
Le abbiamo inviato fino ad oggi, su questo
fondamento, inviti ed informazioni sui nostri prodotti e le nostre
manifestazioni con il seguente indirizzo E-mail: aeolia@aeolia.com
Ci auguriamo che le
nostre informazioni siano anche per Lei interessanti.
Naturalmente i suoi
dati saranno da noi trattati con estremo riservo e non verranno divulgati. Se
non dovessimo ricevere nessuna risposta da parte Sua all’e-mail, sarà per noi la
conferma che Lei è interessato a continuare a ricevere le nostre
informazioni.
Questo messaggio non può essere considerato SPAM perché include
la possibilità di essere rimosso da ulteriori invii di posta elettronica. Se non
intendesse ricevere ulteriori comunicazioni, la preghiamo di cancellarsi
inviando un messaggio di posta elettronica con soggetto Ae-unsubscribecliccando
qui sotto
Æ-UnsubscribeMe
Un messaggio Vi confermerà l’accoglimento
della Vs. istanza e la conseguente cancellazione dei Vs dati dalla mailing list.
Grazie.

Cordiali saluti

Luca & Seba del Ristorante Æolia

Read More

Mercoledi 13 Marzo 15° Serata Enogastronomica al Desco di San Giuseppe Con Prodotti tipici De.Co. della Magnifica Confraternita dei Ristoratori De.Co. Vicentine.

Posted in: Aeolia News

confraternita

In collaborazionne con

Æolia Costozza

Le Vescovane di Longare

Al Sole Castegnero

Alla Vecia Priara Villabalzana

Questo il menù della Serata:

Radicchio Rosso di Asigliano avvolto in pancetta steccata di Sossano, con raspatura di Mezzano di Altissimo su crema di mais Marano

Minestra di Orzo con Porro, Patate di Rotzo, Sedano di Robbio e
Trota di Ferrazza Fil di Fumo

Riso Carnaroli Famiglia Rossato delle Abbadesse, mantecato con Baccalà alla Vicentina & Tarassaco

Lasagnetta con carni bianche e primizie di Marzo

Bocconcini di Capriolo ai pioppini di Costozza con polenta di mais marano

Crostata Sottosopra di pere di Perarolo con gelato fiordilatte di malga e miele di Barbarano

Coffè con grappe monovitigno

Vini dei Colli Berici Doc e acqua delle Fonti Vicentine

Info & Prenotazioni

Read More

Cuocinando Corso Master – Master Cooking Class 2013 Lesson -01- Le Tigelle

Posted in: Aeolia News, CuocoGrafo, L'Uovo alla 'Cuoc'

in English

 

Piccoli Pani Modenesi, serviti ben caldi,
accompagnati con crudo, pancetta, formaggio,
marmellata o Nutella
• 1 kg. di farina 00
• 40g cubetti di lievito di birra
• 400 g di panna da cucina o latte
• 2 cucchiai di olio
• 1 cucchiaio di sale
• acqua tiepida per impastare
PREPARAZIONE
Sciogliete il lievito di birra in un po’ d’acqua
tiepida, impastate la farina con la panna, l’olio
d’oliva, il sale. Lavorate bene l’impasto, poi copritelo
e lasciatelo riposare per alcune ore in frigorifero.
Trascorso questo tempo tirate una sfoglia dello
spessore di circa 1 cm, con un tagliapasta o con un
bicchiere ricavate
le tigelle che avranno un diametro di circa 10 cm.
Cuocetele nella tigelliera (può essere sia elettrica
che da porre sulla fi amma del gas), in mancanza
potete cuocerle nel forno a 200 °C.
Cuocetele da ambo le parti, poi sfornatele e
servitele ben calde.
Tipica è la farcitura con il pesto modenese fatto
con pancetta o lardo macinati, aglio e rosmarino e
sale. Al momento di degustare la tigella col pesto
modenese, si taglierà a metà, poi si spalmerà
col pesto infi ne si spolverizzerà con parmigiano
grattugiato, si richiuderà e poi il palato sarà
deliziato. Infi ne buonissima è anche la tigella
farcita con la nutella.

Read More

Cuocinando Corso Master – Master Cooking Class 2013 Lesson -01- Crema Brulèe al Cioccolato Bianco & Zafferano

Posted in: CuocoGrafo, Diario Ma non Solo, L'Uovo alla 'Cuoc'

In English

Ci sono abbinamenti insoliti che
colpiscono e lasciano il segno. Più sembrano
bizzarri e più attirano la mia attenzione. Non si
tratta di andare alla ricerca forzata di stranezze per
il puro piacere di farlo, ma di semplice curiosità
e desiderio di abbattere barriere e pregiudizi per
esplorare nuovi confi ni del gusto.
450 g di panna fresca
50 g di latte
60 g di zucchero semolato
4 tuorli, zucchero di canna
100 g di cioccolato bianco
qualche fi lamento di zaff erano
PREPARAZIONE
Sbattere (non montare) i tuorli insieme allo
zucchero fi no a farli diventare chiari. Fare bollire
il latte e la panna , aggiungere il cioccolato bianco
tritato fi nemente e lo zaff erano mescolando con una
frusta fi no ad ottenere un composto omogeneo.
Lasciare in infusione per 5 minuti. Versare
a fi lo il tutto sui tuorli e lo zucchero, sempre
mescolando con una frusta, quindi passare il
composto attraverso un colino.
Versare la crema negli stampini appositi,
riempiendoli per due terzi. Cuocere a bagnomaria
(l’acqua dovrà arrivare a circa metà degli stampi)
nel forno già caldo a 120° per circa 1 ora – 1 ora
e 15’, o comunque fi no a quando i bordi della
crema si saranno rappresi e il centro apparirà
ancora tremolante. Fai raff reddare a temperatura
ambiente, quindi metti in frigorifero per almeno 3
ore. Circa un’ora prima di portare in tavola cospargi
la superfi cie di crema con 2 cucchiaini di zucchero
di canna e caramella utilizzando l’apposito cannello.

Read More

Cuocinando Corso Master – Master Cooking Class 2013 Lesson -01- Merluzzo in Verza

Posted in: Aeolia News, CuocoGrafo, L'Uovo alla 'Cuoc'

in English

Il merluzzo è un pesce dalla carne
compatta e saporita., avvolto in foglie di verza dal
sapore dolce e delicato.
Ottenendo, così, un secondo piatto veramente
gustoso e dal sapore molto particolare. Si
accompagna con un contorno di patate arrosto o
di cipolline in umido.
4 foglie di Verza
4 fi letti di merluzzo
1 uovo intero, sale q.b.
prezzemolo trito
1 spicchio di aglio (senza anima)
PREPARAZIONE
Lessare le foglie di verza in acqua bollente
salata e aromatizzata con l’aglio per 4 minuti. Mettere
a scolare e raff reddare le foglie senza romperle.
Passare nella farina, nel sale e nell’uovo i fi letti di
merluzzo cospargerli di prezzemolo, avvolgerli in
ogni foglia di verza,chiudere ad involtino. Adagiare
gli involtini in una pirofi la, ricoprirli con un po’ di
olio. Infornare a 180°C per 20 minuti.

Read More
Æolia Forever
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: